Concorso letterario 2020

Concorso letterario 2020_locandina

La Biblioteca di Ateneo nel 2020 ha organizzato la terza edizione del concorso letterario rivolto a tutta la comunità accademica, agli Alumni e a persone esterne all’Ateneo iscritte alla biblioteca, dal titolo “Fuori dal tempo”.

La finestra temporale per iscriversi al concorso è stata aperta dal 22 giugno al 14 settembre.

Il concorso è stato articolato in due categorie:

  • junior (under 25);
  • senior (over 25).

La terza edizione ha visto la partecipazione di 170 persone, di cui 95 Junior e 75 Senior. Tra i partecipanti ci sono stati 152 studenti, 8 esterni, 6 componenti del personale tecnico amministrativo e 3 docenti/ricercatori.

 

Lunedì 30 novembre 2020 sono stati premiati i vincitori alla presenza del Prorettore Giampaolo Nuvolati, del Prof. Raffaele Mantegazza e degli altri componenti della Commissione valutatrice del concorso. Ospite speciale: l’artista Jean Blanchaert.

 I vincitori della categoria Junior:

  • 1° Classificato: Martina Piazza, “La pianta”
  • 2° Classificato: Chiara Aquilino, “Nove e cinquantanove”
  • 3° Classificato: Sara Di Vita, “Penelope”

 I vincitori della categoria Senior:

  • 1° Classificato: Aila Saviano, “La Bicocca all’asta”
  • 2° Classificato: Marco Membretti, “Mandarino’s Blues”
  • 3° Classificato: Sara Tripodi, “Effetti collaterali”

In occasione della premiazione è stato presentato il libro “Un giorno in Bicocca…”, a cura della Biblioteca di Ateneo (Ledizioni, 2020), che raccoglie i racconti dei finalisti ed è impreziosito dalle illustrazioni di Jean Blanchaert relative ai racconti dei vincitori.

Contatti: concorsoletterario@unimib.it

Valutazioni della Commissione

I vincitori della categoria Junior

 

1° Classificato: Martina Piazza, “La pianta”

Luca, studente alla Bicocca, rientra dalla spesa nel suo disordinato appartamento e indolente si getta sul letto. Non si è fatto prendere, come vede su Istagram che a tanti è successo, né dal demone delle pulizie di primavera, né da quello della ginnastica fra le mura domestiche, né dalla frenesia dello studio e dei contatti a distanza. Un’immagine del piazzale deserto dell’Università un po’ lo smuove: “Avrebbe dovuto studiare, lo sapeva. O per lo meno fare finta. Ma fare finta di studiare è bello solo se c’è qualcun altro a fingere con te”. Qualcun altro però nella stanza c’è, a rivolgergli, in modo stizzito, rimproveri e minacce che lo indurranno a decidere di riprendere un libro in mano e organizzare una videochiamata con i suoi compagni di corso.

Il racconto è brioso e vivace, la scrittura è disinvolta e fresca; gioca con ironia sulle reazioni di iperattivismo che il virus ha scatenato, così come, in modo lieve, presenta i rischi dell’isolamento, dell’apatia, della trascuratezza.

 

2° Classificato: Chiara Aquilino, “Nove e cinquantanove”

Un racconto “fuori dal tempo” e allo stesso tempo inscatolato in quel quadrante con le lancette blu, finito sott’acqua, che continua a segnare le “Nove e cinquantanove”. Il lettore entra in quel tempo sospeso, lo conta grazie al ritmo della narrazione e si sofferma su ogni singola parola, scelta con cura, pesata, che apre finestre sulle palazzine di Bicocca, su pagine letterarie e mitologiche, su frammenti di vita quotidiana da ricomporre. Le dieci scatteranno, primo o poi. Il lettore lo sa, lo spera. Ma si aggrappa alle riflessioni della protagonista e a quella cultura umanistica che “ci aiuta a tenere la testa fuori dall’acqua mentre ci agitiamo per restare a galla”, citando lo stesso racconto.

 

3° Classificato: Sara Di Vita, “Penelope”

Una Penelope fuori dal tempo si aggira nel suo Palazzo Bicocca, sola. Non è rimasto più nessuno ad animare stanze, corridoi, scalinate, sala da pranzo. Se ne sono andati Ulisse (uno stimato professore), i Proci (i suoi assistenti), Telemaco. Lei invece è restata, “per conservare il ricordo di quando si stava insieme”. Un racconto avvolto in una atmosfera fra l’incanto e la sospensione, un po’ raggelato e nitido, che attualizza con originalità una delle figure più suggestive del nostro immaginario letterario per parlarci del senso di solitudine e vuoto che stiamo sperimentando.

 

I vincitori della categoria Senior

 

1° Classificato: Aila Saviano, “La Bicocca all’asta”

Originale, tanto nella trama quanto nello stile. Disincantato. “La Bicocca all’asta” ci proietta in una città futuristica, nell’era del Qup, che però fra cose “smart” e “big” non sembra distante anni luce, ci coinvolge e interroga. Attraverso il parallelismo continuo fra la Bicocca che fu e il destino dell’università finita all’incanto viene evocato e prende forma il quartiere che – insieme al tempo e alla memoria “pericolosa” – resta cruciale nel racconto. I due mondi si incroceranno alla fine, in un corto circuito a sorpresa.

 

2° Classificato: Marco Membretti, “Mandarino’s Blues”

“Mandarino’s Blues”: un nome azzeccatissimo. Frizzante, allegro e ironico, questa narrazione procede al ritmo incalzante della ballata, fa sorridere e ribalta la prospettiva della tragica chiusura dell’Università vista dagli occhi di una vittima apparentemente insignificante: il mandarino abbandonato da un ricercatore sul tavolo del laboratorio. Se il termine ‘blues’ deriva da ‘to have the blue devils’ che significa ‘esser triste, depresso’, in effetti il nostro mandarino lo è per davvero: attende a lungo il suo proprietario, desideroso di essere mangiato…  e benché passino tre mesi, un tempo troppo lungo per essere rimasto commestibile, l’autore ci insegna che non è mai troppo tardi per rendersi utili…

 

Classificato: Sara Tripodi, “Effetti collaterali”

Il racconto, come dice la bambina alla fine del testo, non ha un lieto fine, anzi.

E' profondamente triste e introspettivo, trasmette anche delle sensazioni negative... come era forse nelle intenzioni di chi l'ha scritto.

La depressione e le difficoltà incontrate dalla protagonista, che la portano al suicidio, sono descritte con profondità e umanità, con una scrittura rapida, incisiva, forse poco ricercata, ma estremamente diretta.

Un racconto, che, una volta letto, difficilmente si dimentica.