Edizione 2025: Oltre il cielo
L'Area Servizi Culturali e Documentali – SCUDO nel 2025 ha indetto l’ottava edizione del concorso letterario, dal titolo “Oltre il cielo”.
Il racconto doveva essere ispirato alla ricerca nello Spazio: non solo tecnologie e viaggi interplanetari, ma anche sogni, simboli, visioni del futuro o dell’interiorità.
La finestra temporale per iscriversi al concorso è stata aperta dal 1° settembre al 15 ottobre 2025.
L’ottava edizione ha visto la partecipazione di 146 persone, di cui 93 studenti, 35 soggetti esterni all’Ateneo e 18 componenti del personale dell’Università.
I racconti meritevoli di premio sono stati:
- 1° Classificato: “Sotto il cielo di Nettuno o de Iustitia” di Vanina Pizii;
- 2° Classificato: “Colloqui su Europa” di Mario Marino;
- 3° Classificato: “Tra orbita e respiro” di Roberta Rosa Valtorta.
Premi Speciali:
- “Fagiolino” di Gerardo Di Filippo;
- “Il Diario del dottor Horatio Hufnagel” di Pietro Bazzicalupo.
Il 10 dicembre 2025 sono stati premiati i vincitori alla presenza dei componenti della Commissione valutatrice del concorso.
1° Classificato: “Sotto il cielo di Nettuno o de Iustitia” di Vanina Pizii
“Sotto il cielo di Nettuno” è un racconto che ben cala all’interno del tema “Oltre il cielo” una storia allegorica che riflette sul rapporto tra giustizia e legge. La struttura narrativa presenta una sequenza di quadri che ritraggono, in modo vivido e articolato, i pianeti del sistema solare come mondi distopici in cui la vita degli abitanti è regolata da leggi che ergono il vizio a norma imperativa. Pochi “ribelli” decidono di contravvenire a ciò che è loro imposto in ognuno dei primi sette pianeti e pertanto vengono condannati ad un esilio eterno nell’ottavo, il più lontano dal Sole e l’unico disabitato: Nettuno. Qui la storia si conclude e l’intreccio si scioglie in un finale utopico che vede in una siderale “terra incognita”, lontana dai vizi e dalle leggi degli uomini, l’unica possibilità di un mondo governato dalla giustizia.
2° Classificato: “Colloqui su Europa” di Mario Marino
Il racconto “Colloqui su Europa” descrive le gesta epiche di due studenti di dottorato sul suolo di Europa, una delle lune del pianeta Giove. Il taglio ironico della narrazione riesce a tenere insieme aspetti concreti della vita dell’Ateneo, come le opportunità offerte ai giovani talenti attraverso i bandi di concorso, ovvero temi di stretta attualità, come i finanziamenti legati al famigerato PNRR, ad aspetti fantastici, come i nuovi percorsi di dottorato da tenersi nello “Spazio”. Il protagonista su Europa, tra i mille disagi logistici ed organizzativi, incontra Ester, capace di dare un senso “di comunità” alle loro esistenze. È proprio in questo ambiente ostile, studiando la fenomenologia dei geyser e contemplandone la selvaggia bellezza, così come sulla terra si potrebbe fare osservando un tramonto o un’aurora polare, che i due si innamorano l’uno dell’altra.
3° Classificato: “Tra orbita e respiro” di Roberta Rosa Valtorta
Il Capsule Communication, in gergo CAPCOM, è l’astronauta di terra, colui che dal Mission Control Center comunica con il personale nello Spazio. C’è una figura dedicata perché è importante misurare le parole, capire l’altro da un respiro, parafrasando l’emozionante racconto “Tra orbita e respiro”. Un susseguirsi di immagini che con accuratezza racconta il senso di impotenza che ci invade quando viviamo la complessa missione di assistere un nostro caro nella malattia. Lo Spazio diventa allora il silenzio che invita ad esplorare il cosmo fuori e dentro sé, il buio che permette anche alla più fievole speranza di illuminare, l’assenza di gravità che per un attimo sospende la razionalità e lascia che l’immaginazione oltrepassi le barriere facendo battere vicini due cuori a chilometri di distanza.
Premio Speciale per il profilo psicologico della protagonista: “Fagiolino” di Gerardo Di Filippo
“Fagiolino” è un racconto che si misura con l’esplorazione emotiva della perdita: il lutto di un figlio mai nato. L’autore costruisce un itinerario psicologico che culmina in un’allucinazione in cui la protagonista incontra il suo bambino sulla Luna, spazio simbolico e ovattato – oltre il dato reale – dove la crisi interiore trova una forma di ricomposizione. Le pagine rimangono aderenti al tema dell'esplorazione del cosmo, pur reinterpretandola in chiave metaforica. La scrittura, ricca e immaginifica, fonde esistente e visionario: il museo diventa un varco verso l’ignoto, la polvere lunare la velatura del rimpianto, la meteorite un pegno di riconciliazione. L'incontro con il bambino mai nato è reso con delicatezza, senza indulgere nel patetico. Ne nasce una composizione intensa e insieme morbida che affronta le conseguenze durature del trauma e la possibilità di integrarlo nella propria coscienza: “Se vuoi liberarti del dolore, devi imparare a portarlo con te.”
Premio Speciale per il ritmo incalzante e l’originalità dello stile narrativo: “Il Diario del dottor Horatio Hufnagel” di Pietro Bazzicalupo
“Il Diario del dottor Horatio Hufnagel” è un racconto che tratta dell’esplorazione di un pianeta potenzialmente abitabile, trasmettendo abilmente l’amore per la scoperta e la fascinazione per l’ignoto che vive il narratore. Cattura i sentimenti del lettore guidandoli lungo lo stesso percorso che si trovano ad affrontare quelli del protagonista, che scendono lentamente nella disillusione e nella fatica a causa della difficoltà incontrate, per poi piombare nella disperazione una volta realizzata l’entità del pericolo. Riesce, con il sapiente uso di pochi ma strategici dettagli, a dare vita a un mondo affascinante e vivido, raccontato attraverso uno stile ricercato ma estremamente scorrevole.
