FAQ sul diritto d'autore

Indice delle domande

1. Premessa

È importante ricordare che:

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2. Quali tipologie di documenti posso inserire nell’archivio aperto?

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3. Il deposito nell’archivio aperto equivale a una pubblicazione?

Dal punto di vista legale, tutto ciò che viene reso pubblico è una pubblicazione. Ai fini della valutazione e della ricerca, invece, allo stato attuale soltanto il passaggio attraverso peer review e l’accettazione da parte di una rivista peer reviewed certificano il valore e la dignità di pubblicazione.

Non si deve confondere l’autoarchiviazione, che riguarda materiale validato attraverso peer review, con l’autopubblicazione di documenti che non hanno superato alcun vaglio qualitativo.

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4. Quale tipo di tutela legale hanno i documenti inseriti nell’archivio aperto di Milano-Bicocca?

I documenti depositati nell’archivio aperto di Milano-Bicocca sono tutelati dalla legge sul diritto d’autore (L. 633/1941 e successive modificazioni). L’autore mantiene tutti i diritti morali ed economici sul proprio lavoro, sempre che questi ultimi non siano dati ceduti a un editore. Qualora ne abbia la facoltà, l’autore può decidere di cedere alcuni dei suoi diritti (a tale proposito, vedi FAQ n. 9)

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5. Chi è il titolare dei diritti di autore sul mio lavoro?

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6. Come posso conoscere le politiche editoriali degli editori stranieri?

Le politiche degli editori stranieri vengono censite dal sito Sherpa, che classifica gli editori a seconda dell’atteggiamento rispetto all’autoarchiviazione nei depositi istituzionali o sui siti personali.
Dei numerosi editori censiti, una percentuale che arriva intorno all’80% ammette una qualche forma di archiviazione:

Attenzione: anche per gli editori cosiddetti “verdi” è necessario leggere bene le condizioni per capire se l’editore accetta l’archiviazione del post-print nella versione dell’autore o in quella già impaginata per la stampa.

Per quanto riguarda gli editori Elsevier e Springer, il contratto sottoscritto nel 2008 dal consorzio CARE (di cui la nostra Università fa parte) contempla la possibilità di archiviare la versione post-print degli articoli (cioè la versione del manoscritto successiva alla peer-review - vedi Glossario).

ELSEVIER - le clausole ai punti 1.3.8 e 1.3.9 recitano:

"The Authorized Users may:

SPRINGER - la clausola al punto 4.2 recita:

"4.2 Posting complete articles, chapters, issues, or books on personal or institutional websites is not allowed. Notwithstanding any of the other provisions of this agreement, the publisher acknowledges that authors from institutions covered under the present license will be entitled to deposit an electronic copy of the final, peer-reviewed author-manuscript of his or her journal article into the open access repositories of their institutions, and for this manuscript to be mirrored to national repositories. Manuscripts deposited in those repositories may be made freely available to the public, via the internet, without any embargo period, but only on the strict condition that they provide a prominent active link to the officially published version on SpringerLink."

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7. Come posso conoscere le politiche editoriali degli editori italiani?

Purtroppo le politiche editoriali degli editori italiani non sono esplicite. Non esiste un sito di riferimento paragonabile a Sherpa.

Si noti però che l’articolo 42 della legge 22 aprile 1941, n. 633 sul diritto d'autore stabilisce che l'autore di un articolo su rivista ha diritto a riprodurlo altrove, purché citi gli estremi della prima pubblicazione, a meno che non sia stato esplicitamente pattuito il contrario.

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8. La presenza in Internet di un lavoro di ricerca ne facilita il plagio?

È certamente più facile plagiare un lavoro pubblicato in rete che un lavoro pubblicato su carta. Tuttavia la pubblicazione in rete gode di maggiore visibilità rispetto a quella su carta, per cui risulta più facile individuare un eventuale plagio.

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9. A quali diritti rinuncio firmando un contratto con un editore?

Dipende dal contratto. In generale, i contratti standard prevedono che l'autore non possa:

Fra l'altro, l'editore può negoziare il diritto di prelazione sulle opere successivamente prodotte dall'autore per un periodo non superiore a 10 anni, eventualmente impedendo a quest'ultimo di pubblicarle con un editore diverso.

Si ricorda che per la legge italiana il contratto di edizione non può avere durata superiore a 20 anni.

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10. Sono obbligato a firmare il contratto nella sua forma standard o posso proporre all'editore delle alternative? Se sì, quali?

Non è obbligatorio accettare il contratto proposto dall'editore. Solitamente con il contratto di edizione l'autore trasferisce all'editore i diritti esclusivi, è tuttavia possibile proporre all'editore modelli alternativi.

L’autore può chiedere di riservarsi il diritto di pubblicazione nell’archivio istituzionale.

I principali editori stranieri concedono la possibilità di archiviare il materiale sul sito istituzionale; agli editori italiani si può proporre una modifica del contratto che contempli la possibilità di archiviare il materiale nell'archivio istituzionale.

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11. Per poter pubblicare è necessario un accordo con cui trasferisco i diritti all'editore?

È sempre necessario stipulare un contratto, ma non è obbligatorio trasferire tutti i diritti. Naturalmente l’editore può rifiutarsi di pubblicare un articolo se l’autore non vuole firmare il contratto predefinito. Tuttavia è anche possibile che l’editore accetti una piccola modifica del contratto (in cui per esempio l’autore si riserva il solo diritto di autoarchiviazione nell’archivio istituzionale).

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12. L'editore può rifiutarsi di pubblicare un documento che depositato come pre-print in un archivio istituzionale?

Sì. Vale sempre la pena di chiedere al proprio editore qual è il suo atteggiamento rispetto all’archiviazione del pre-print di un articolo. La cosiddetta "regola di Ingelfinger" (Ingelfinger, già direttore del "New England Journal of Medicine" aveva stabilito di non pubblicare un articolo il cui contenuto fosse stato reso pubblico in contesti diversi da quello della rivista; erano esclusi gli abstract e le presentazioni a congressi scientifici) non è materia giuridica. Alcuni autori si rifiutano di pubblicare con editori che applicano la regola di Ingelfinger, giudicandola ingiusta e infondata.

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13. Quali diritti sono concessi a chi consulta l’archivio aperto?

Se non diversamente specificato è garantita la possibilità di utilizzo dei documenti a scopo di studio e⁄o ricerca. Sono esclusi utilizzi relativi allo sfruttamento commerciale e alla creazione di opere derivate. All’atto di una qualunque utilizzazione consentita dell’opera, gli utilizzatori si impegnano al rispetto della citazione della fonte con riferimento all’autore originale e⁄o ad eventuali terze parti designate dall’autore (a titolo esemplificativo: editori, enti finanziatori).

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14. È possibile limitare l’accesso al proprio documento?

Sì: se ti trovi nella condizione di non voler o poter rendere subito visualizzabile il testo pieno del documento che hai descritto in BOA, puoi scegliere l'embargo, cioè la dilazione della pubblicazione del file sul Web. Infatti, quando carichi un file, vengono attivate le opzioni che ti permettono di renderlo disponibile immediatamente o a partire da una certa data: in quest'ultimo caso puoi scegliere il giorno dal quale il full-text sarà reso pubblicamente accessibile sul Web e, anche se il tuo file rimarrà archiviato in BOA, nessuno - né dall'esterno né dall'interno di BOA - potrà visualizzarlo fino al momento dello sblocco.

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15. Glossario

Autoarchiviare
Depositare un documento in un archivio pubblicamente accessibile sul Web e preferibilmente compatibile con gli standard internazionali per l’Open Access. L’operazione di deposito implica l’introduzione nell’archivio di alcuni dati bibliografici e il caricamento del testo pieno.
Peer review
Processo di revisione cui è sottoposto un articolo prima di essere pubblicato. Il revisore è un esperto della materia.
Pre-print
La versione di un articolo inviata alla rivista ma non ancora sottoposta al processo di peer review
Post-print
La versione dell’articolo che ha già subito il processo di peer review ed è stata accettata per la pubblicazione. Il post-print può essere la versione riveduta dall’autore dopo la peer review o la versione finale predisposta dall’editore per essere stampata.
Manoscritto
La versione di un articolo prodotta da un autore e non ancora sottoposta a nessun ente per la pubblicazione.

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Credits: AIR (Archivio Istituzionale della Ricerca) - Università Statale di Milano